Caderzone Terme

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Natura Naturans

Giuliano Orsingher - (7 - 28 agosto 2005)

Federico Mazzonelli - NATURA NATURANS (tratto dal catalogo della mostra)
(...)Ora che il sasso si è nuovamente schiuso e che l'acqua vi si è deposta, natura naturans, il contenuto si è fatto contenitore, il mondo è ritornato al mondo. La pietra è concava, cava, oblunga, lavorata dai fenomeni naturali, smussata, spezzata, talvolta omogenea, talvolta disomogenea. La sua forma è la piega che le ha conferito il mondo. Le pietre sono state tagliate e deposte a terra, le une dopo le altre, avvicinate le une alle altre fino a vibrare. Le pietre cantano la loro forma, tra loro e l'uomo vi è un costante mormorio, un reciproco chiamarsi, sentirsi, percepire. L'artista lavora dall'interno di un cosmo che riconosce come un sistema di relazioni, un fitto tessuto di eventi. Nel percorrere il corpo naturale e nell'agire sulle materie che lo compongono, egli si cala in uno spazio costituito da elementi diversi che cooperando tra di loro realizzano il continuo presente dei luoghi, dei tempi e delle materie. La sua operazione può essere effimera. Egli può scendere nel fiume durante le secche, chiudere con alcuni sassi la crepa diagonale apertasi in una grande roccia che sosta immobile nel fiume e lungo la quale l'acqua può solo scorrere. Uno sull'altro i sassi vengono posizionati nella roccia. Ora tutto è visibile, è l'intervento dell'uomo ad emergere nello spazio, ma con l'arrivo delle prime piene l'opera verrà sottratta al nostro sguardo, tornando nel centro instabile del flusso naturale. La scelta del gesto non funzionale, disutile, disinteressato, il compiere un'azione effimera che svolgendosi nel qui ed ora di un gesto immediato ed istantaneo, la cui ripetizione diviene continuo rinnovamento del suo potenziale fisico ed immanente, sposta l'arte dall'oggettualità dei suoi manufatti alla soggettività del suo far- si esperienza, dalla staticità di una forma chiusa alla dinamicità della forma aperta, alla partecipazione al fuori, al confine, al divenire dell'esistente. L'artista rifiuta la distanza che lo separa dalle cose e la colma con un pensare e con un fare nei quali l'azione estetica diviene presenza etica, l'ideologia disponibilità, l'univocità prospettiva visione molteplice e circolare. Egli cerca gli alberi le cui radici non sono più nel terreno, i legni franati nel fiume e che il fiume ha portato con se, e che sono caduti ancora, incastrandosi, spezzandosi e levigandosi nelle rapide e nelle rocce, e li riporta a riva. 11 loro tronco ritrova l'umidità viva e l'umore della terra, le loro radici bruciano a contatto con l'aria, tornano a crescere e ad espandersi nel corpo spesso dell'atmosfera. Antiorigine, e nuova nascita, dove il tempo non è più la misura del pensiero umano, il susseguirsi di date ed eventi in sincronia con la nostra storta, ma si realizza come una dimensione fluida, discontinua, onnipresente, prima materia di una natura capace di organizzarsi da so- la, quasi fosse dotata di un libero arbitrio, di una sorta di principio di autodeterminazione. L'artista osserva, tocca, preleva, sposta, e la sua percezione non è più "conoscenza di un objectum, ma è mettere l'uomo faccia a faccia con il mondo stesso". Egli non vuole più rappresentare, ma presentare, dilatando la dimensione del visibile nella più ampia sfera del sensibile, di una fisicità che, misurata nel tempo e nel- lo spazio, tuttavia non si limita a mimare le fattezze del reale ma ne attraversa e ne agisce le forme e le sostanze. L'opera, catalizzando la necessità dell'individuo di espandere i propri flussi fisici e comporta- mentali al di fuori del perimetro della propria area corporale, la sua pulsione di essere nel tempo, né prima né dopo, ma durante, diviene cosi una zona di passaggio, di filtraggio, un punto di coagulo della ma- terra del mondo. Non è più un punto statico, rappresentativo, descrittivo, e neppure lo spazio decifra- bile della terza dimensione, ma un luogo; il luogo dove le cose avvengono o possono avvenire, dove l'alto e il basso, il vicino e il lontano, il dentro e il fuori, il prima e il dopo non esistono, e sono tutti, contemporaneamente.

l'artista: Giuliano Orsingher

Giuliano orsingher è nato a Canal San Bovo il 1 aprile 1961.

 

 

 

 

Le opere

Sull'acqua

1988
installazione
 

Nidi d'acqua

1999
Mart, Rovereto, 2003
 

Nidi d acqua

1999
installazione
granito
dimensioni determinate dall'ambiente
 


Grafite su carta

2000
cm29x29

Nidi d'acqua
2000
legno e pietra,altezza cm 300 installazione permanente Arte Sella
 


Antiorigine

1989
acrilico su tavola
cm 210x49x4

Antiorigine

1989
legni di frassino capovolti
altezza m5.50

 

Naiadi

1999
porfido
29 elementi altezza max cm 83
 

Sassisù

1999
rami di nocciolo con pietre forate altezza max cm 300
 

Assemblaggio

1993
legni altezza cm 100
 

Simposio

2001
installazione
granito, dimensioni determinate dall ambiente


 
Connubio
2005
progetto per installazione ambientale Val Genova
 

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